A New York nasce l’arte gratis in lavanderia

WASH CLOTHES, MAKE ART, BUILD COMMUNITY!

Nella città di New York, dove molti dicono di avere la sensazione che tutto sia possibile, un progetto di menti fresche e coraggiose sfiora la soglia del tempo e dello spazio.
Il tempo dell’attesa che il lavaggio abbia il suo corso e lo spazio vuoto inutile tra una lavatrice, un orologio e un paio di sedie.
Avete mai sentito parlare del Laundromat Project?

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Un gruppetto di newyorkesi con tanta fantasia, si è inventato un nuovo modo di fare e condividere arte.
Vanno nelle lavanderie, intrattengono i clienti con la proiezione di video, organizzano workshop di artigianato, creano laboratori per bambini e genitori, dal bricolage, alla creazione di T-shirt, libri fatti a mano e performance. I materiali usati sono per la maggior parte riciclati e le persone che lavorano al progetto principalmente volontari.
Gli obiettivi, gìà in parte raggiunti, sono tre.
Uno, fornire ai clienti uno strumento per scacciare la noia dell’attesa e agli artisti uno spazio dove esporre le proprie opere.
Due, creare punti di aggregazione per far conoscere i vicini gli uni con gli altri e accrescere il senso di comunità.
Tre, offrire cultura gratuitamente e dare la possibilità a persone che non hanno soldi, magari per studiare o andare a teatro o al museo, di diventare co-autori di opere d’arte e imparare cose nuove.file0001532601295

Questo è il sito del progetto: http://www.laundromatproject.org
L’ho visto ieri sera in tv su un programma molto interessante di Rai 5 che si chiama Ubiq.
L’arte povera la conoscevamo già come il concetto di “per tutti” ma questa idea della lavanderia mi sembra davvero molto carina. In Italia c’è già qualche progetto simile come quello di una lavanderia a gettoni di Milano che organizza eventi legati al mondo della moda, come presentazione di nuove collezioni di jeans
(http://www.luxury24.ilsole24ore.com/EcoCharity/2012/01/laundry-lavanderia-milano_1.php)
e mostre di fotografia.
L’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice” diceva Albert Einstein. Concetto elementare che ci aiuta a capire quanto abbiamo bisogno di sognare e di condividere e quanto sia alto il valore potenziale che ogni espressione artistica, se ben utilizzata, può sprigionare nel mondo.

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