HA CORSO NEL DESERTO PER 38 ORE, senza acqua né cibo

IMPRESE EROICHE E NON, IN MEZZO ALLA NATURA.

L’altra sera ho visto finalmente “Into the Wild” di Sean Penn.
La storia narrata nel film mi ha toccato il cuore e fatto scattare miliardi di pensieri sulla vita, il suo senso, la sua bellezza.
Il mondo degli avventurieri, di quegli uomini dotati di spirito eroico e magicamente folle che decidono di vivere esperienze estreme in mezzo a savane, boschi, cascate e deserti, lontano da tutto e tutti, mi ha sempre affascinato, nel male e nel bene.
Degli individui appena nominati (mai avrei immaginato) ne è davvero pieno il mondo. E, con tutti i depressi che vedo in giro, mi rallegra pensare che qualcuno abbia deciso di superare solitudine e domande esistenziali sulla vita cercando una, anche se parziale, risposta, lì dove la natura riempie, consola, accoglie e sfida. E per loro, i veri avventurieri, la sfida non è che un gioco elettrizzante, magico, vero.

1) Stefano Miglietti, anche chiamato l’uomo dei deserti, è un imprenditore bresciano con un passato da rugbista e tennista.

desert
Nel 2003 attraversa a piedi il deserto del Murzuq in Libia, percorrendo 380 km in 5 giorni e 23 ore.
Nel 2005 corre in mezzo ai ghiacciai nel Canada e l’anno successivo percorre a piedi, sempre in poco meno di sei giorni, un altro deserto, questa volta in Egitto.
E così, di questo passo-corsa, Stefano Miglietti continua a correre, facendo invidia a Forrest Gump e addirittura sfidando le leggi del corpo umano: a Novembre 2012 corre per 250 km per 38 ore consecutive senza cibo nè acqua nel Qattara in Egitto. Si è ancora vivo!
E in un’ intervista su http://www.runnersworld.it/stefano-miglietti tira così le somme di una delle sue incredibili imprese:«In quel deserto di freddo e nulla, mi liberai di tutte le cose inutili con cui convivevo e ritrovai me stesso. Capisci cosa vogliono dire le parole fatica, silenzio, fame, dolore, quelle che nella vita normale non provi o provi per ragioni banali. Impari a distinguere le cose importanti da quelle che non contano niente»

2) Nessun orizzonte è troppo lontano.
(Libro di Liv Arnesen, Ann Bancroft, Cheryl Dahle,Edizioni Tea Adventure)ghiaccio
E’ invece il titolo di un libro che racconta la storia vera di due donne, una norvegese e una americana che percorrono l’Antartide, a piedi e senza cani.
Questa è solo una dello loro serie di imprese che risalgono alla fine degli anni ’80 e testimoniano forza d’animo, determinazione e volontà di andare fino in fondo ai propri sogni.
http://www.annbancroftfoundation.org/

3) Avete mai sentito parlare del Cammino di Santiago?cammino
E’ un’avventura meravigliosa nella natura con il vantaggio di essere low cost e adatta ai comuni mortali.
Le imprese, sopra citate, brillano per determinazione, eroismo e magia.
Ma, aldilà degli affascinanti estremi, esistono modi semplici di unire quotidianità e meraviglia.
Vi dico che è un’avventura adatta ai comuni mortali perché l’ho vissuta anch’io che non sono nè un’atleta nè tantomeno un’eroina (-;
Ci sono vari percorsi da poter scegliere e percorrere sia nella tipologia che nella lunghezza. Quello più comune parte dal confine Francia-Spagna e arriva alla punta estrema dall’altra parte della penisola, passando ovviamente per Santiago e arrivando a Finisterre, cioè alla “fine della terra” spagnola davanti all’oceano.
Non serve niente di preciso per fare il Camino de Santiago, tranne uno zaino, una mappa, voglia di camminare e due soldi. Per tutto il resto è pieno di siti sull’argomento e di attrezzature, informazioni ovunque per i camminatori -pellegrini.
Ecco un sito ad esempio con qualche notizia sul percorso e sulla storia del cammino http://www.caminosantiago.org, che mi sento vivamente di consigliare.
E’ stancante sì ma camminare nei sentieri, svegliarsi nei boschi, dormire per terra in vecchie chiese e palestre, veder sorgere il sole superando le montagne, solo tu e il tuo saccoapelo e la tua vita sulle spalle, sono tutte cose che hanno davvero un prezzo inestimabile.
Aiutano a capire cos’è l’essenziale e cosa vale la pena di vivere nel tempo.
Una volta tornati a casa questi pensieri a poco a poco svanisco.
Ma stasera cerco di ricordarli.

L’essenziale, diceva Antoine De Saint Exupery, è invisibile agli occhi.
Il contatto con la natura aiuta a scoprirlo,
gli amici aiutano a viverlo,
la scrittura aiuta a con-dividerlo.
Buona e serena notte a tutti,
eroi e non eroi
avventurieri e non
e potenziali amanti della meravigliosa natura!

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