LA GUERRA: libri, film e psicologia alla ricerca di un altro punto di vista.

UNO SGUARDO SUL TEMA, TRA GIAPPONE, ITALIA, CINA E STATI UNITI.

Parlare di guerra non è facile.
frase guerraNon è facile perché il nostro mondo ne è pieno.
Non è facile perché l’argomento è vasto e coinvolge sentitamente molto del nostro essere umano nella sua interiorità più profonda.
So che apparentemente il tema è lontano da quelli finora trattati ma la guerra è nelle nostre vite di tutti i giorni e non possiamo far finta di non vederla.
Tuttavia ci sono vari modi per esplorare l’argomento. Tra questi modi possibili ne ho scelti 3, 3 semplici (e ovviamente consapevolmente limitati, data la complessità e l’ampiezza dell’argomento), che vi propongo alla lettura qui sotto.

N.1) Qualche giorno fa in una sosta all’Autogrill ho visto vicino alla cassa dei libri in offerta a 0,99 centesimi.Ho dato un’occhiata, ne ho trovato uno di cui avevo già sentito positivamente parlare e l’ho comprato.soldatini
“L’arte della guerra” di Sun Tzu (Newton Compton Editori) è un libro piccolo di circa un centinaio di pagine, un libro che ha fatto discutere e ha ispirato, nel bene e nel male, militari, manager e strateghi di ogni tipo. Di interpretazioni ne sono state fatte tante e quella che preferisco (e che sento sicuramente più mia) legge il testo in una chiave positiva. Sun Tzu vuole insegnare ad evitare la guerra, ne analizza le cause, le conseguenze e l’inutilità del suo utilizzo se non in caso di stretta necessità.
Ogni giorno viviamo conflitti interiori ed esteriori, la guerra esiste sempre fuori e dentro di noi, e mai come oggi viviamo nella giungla, dove per conquistare le cose è richiesta fatica, scontri inevitabili con altre teste e superamento di ostacoli di ogni genere (dal riuscire banalmente ad arrivare al lavoro, al trovarne uno, all’essere pagati per quello già svolto, ad affrontare chi vuole fregarti eccetera eccetera).

“L’apparente disordine nasce dalla disciplina; l’apparente codardia nasce dal coraggio; l’apparente debolezza nasce dalla forza.”

“L’arte della guerra non consiste nel confidare che il nemico non verrà ma nella sicurezza di accoglierlo adeguatamente”

Conoscendo gli altri e conoscendo se stessi, in cento battaglie non si correranno rischi; non conoscendo gli altri ma conoscendo se stessi, una volta si vincerà e una volta si perderà; non conoscendo nè gli altri nè se stessi, si sarà inevitabilmente in pericolo ad ogni scontro.”

N.2) In questi giorni c’è stata quell’iniziativa meravigliosa grazie alla quale si poteva andare al cinema con soli 3 euro. Approfittando del prezzo vantaggioso e di qualche oretta di tempo mi sono fiondata in un piccolo cinema  e, tra le poche scelte disponibili, ho deciso di vedere “Attacco al potere” (Regia di A. Fuqua).file0001013868278
Per il mio modesto parere è un po’ la classica americanata e fa venire sonno ma in mezzo qualche spunto positivo c’è. Gerard Butler, il supereroe del film, combatte come un forsennato contro frotte di nemici incalliti, continuando magicamente a sopravvivere. E come tanti ma non tutti i film di guerra ad un certo punto salta fuori l’amore: l’amore tra padre e figlio, l’affetto per un amico, e il cuore che pulsa per la persona amata.
Una scena mi ha colpito e fatto un’immensa tenerezza: lui, questo omaccione trucido, pronto a combattere contro mille mostruosi nemici, prima di affrontare la sfida, si ferma, prende il telefono e chiama lei, lei che non risponde. Volevo -dice- solo sentirti . In fondo nel casino bestiale e/o drammatico delle nostre vite a volte basta una parola, anche detta al telefono, per alleviare un po’ la pena, la solitudine, la confusione di lottare da soli contro tutto e tutti.

N.3) Tra le infinite pagine di Internet, digitando la parola “conflitto” su google mi appare una pagina di filospinataopsicologia che parla di un tizio. Il Jhonny in questione si chiama Thomas Gordon, uno psicologo americano che ha studiato in lungo e in largo caratteristiche, opzioni ed effetti dei linguaggi verbali e non verbali.
Dice, tra le tante, una cosa interessante, cioè che spesso i conflitti tra le persone sono conflitti tra soluzioni. In realtà, sostiene Gordon, gli attriti tra esseri umani nascono da una incapacità di comunicazione dei propri bisogni personali, che porta ciascuno, individualmente e non insieme, a risolvere un bisogno che sente come legittimo attraverso una serie di azioni. E son proprio queste azioni a far nascere il conflitto. Quindi, se io e te, ad esempio, litighiamo, è non perché abbiamo bisogni diversi ma perché non abbiamo cercato insieme una soluzione accettabile per soddisfarli, pur mantenendone la diversità.
Sembra banale ma purtroppo non lo è. Ma Gordon (non il cuoco ovviamente(-:) non si ferma qui: quando ci troviamo davanti a una situazione, sostiene lo psicologo, apparentemente irrisolvibile, dovuta a una divergenza-collisione di valori si possono tentare 4 strade:

– cambiare se stessi e provare a mettere in discussione i propri valori e punti di vista
dare l’esempio, uno dei mezzi più efficaci per influenzare gli altri
trasmettere i vantaggi derivati dal perseguimento di certe azioni
– tentare il confronto e l’ascolto “attivo”

Ecco, insomma tutto qua, tre spunti riflessivi per guardare la guerra da un altro punto di vista. Ognuno ne ha uno, fortunatamente, e dell’argomento è sempre e comunque intrisa la nostra individuale vita e quella del mondo in cui viviamo.
Ho lasciato in sospeso quest’articolo per andare a vedere  “Confessions” (Regia di T. Nakashima) un film giapponese, dalla splendida fotografia e colonna sonora.
Un’ora e mezza abbondante, però, di conflitti interiori, esteriori, scelte folli e omicide, sangue che sgorga e parole di ghiaccio.
Continuo a chiedermi cosa sia davvero inevitabile.file000652758581
Forse nel nostro DNA la guerra è insita, forse se in una veste costruttiva e non violenta (anche se allora proprio di guerra non si può più parlare) può far evolvere le società e gli esseri umani. Ho scoperto che guerra viene dall’antico germanico e significa mischia. Ormai in questo casino esistenziale e in questa lotta di sopravvivenza di tutti contro tutti il senso delle cose sembra perdersi.
Spero che qualcosa si illumini e che il contagio di piccoli gesti d’amore continui a rendere nulla la necessità di un conflitto. A presto e incrociamo le dita!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...